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Fujifilm XF 90mm f/2 R LM WR: bokeh e definizione per il ritratto.

Grazie a Fujifilm Italia, che mi ha dato uno dei primi esemplari “definitivi” disponibili, è ormai oltre un mese che ho iniziato ad utilizzare il nuovo Fujifilm XF 90mm f/2 R LM WR. Un’ottica pensata per il ritratto, molto definita, velocissima sull’autofocus, grazie ad un quadruplo motore lineare, e resistente agli agenti atmosferici, come ormai tutte le ottiche di punta di Fuji.90suxt10 90mm f2

La struttura ottica comprende 11 elementi in 8 gruppi, con tre elementi in cristallo ED (a bassissima dispersione) che riducono le aberrazioni cromatiche, garantendo immagini molto dettagliate anche alla massima apertura f2.0.

Le lamelle arrotondate del diaframma, insieme alla struttura ottica progettata per minimizzare la vignettatura, creano un bokeh morbido fino ai bordi dell’immagine.

La sensazione è la solita a cui Fuji ci ha abituato: il corpo di metallo conferma anche il 90mm come un obiettivo di grande resistenza. Alcuni si sono spaventati per il fatto che l’obiettivo, quando è smontato dal corpo, o con la fotocamera spenta, faccia uno stano rumore, come se qualcosa si muovesse all’interno. E’ tutto nella norma, invece. Il rumore è causato dai quattro motori e da come è “sospesa” tutta la struttura ottica all’interno dell’obiettivo, e ogni rumore sparisce accendendo la fotocamera. Quindi state tranquilli, non avrete nessun danno.

Sul campo il 90 (135 equivalente sul 35mm) è un’ottica piuttosto lunga, e anche se io la preferisco al 56 f1.2 per i ritratti, credo che staranno entrambe nella mia borsa in questo finale di stagione di matrimoni, perché spesso serve massima luminosità, e allora uno stop e mezzo di vantaggio del 56 possono aiutare, e invece serve avere uno sfondo completamente sfocato, e allora il 90, re del bokeh, è insostituibile. Scattando da molto vicino e a tutta apertura bisogna fare attenzione al fuoco e a mantenere il soggetto fermo: come vedrete nel ritaglio di questi due scatti, in una sono a fuoco le ciglia e non la pupilla, nell’altra l’opposto.

Fuoco corretto sulla pupilla.
Fuoco corretto sulla pupilla.

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Fuoco sbagliato sulle ciglia.
Fuoco sbagliato sulle ciglia.

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E’ interessare usare questo obiettivo anche in strada, per staccare i piani ed isolare le persone, come in questo scatto preso in Via Calzaiuoli a Firenze. Tutti gli scatti che trovate in questa pagina sono stati caricati senza ritagli, aggiustamenti o postproduzione, per consentirvi di giudicare la qualità ottica di questa lente.

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Lascio a voi il giudizio del Fujifilm XF 90mm f/2 R LM WR guardando le immagini. A me ha davvero entusiasmato come definizione (ingrandite gli occhi!) e qui potrete trovare il link da cui scaricare i file jpeg SOOC, senza alcuna modifica.
Tutti gli scatti effettuati in studio sono stati utilizzati flash Profoto B1, Beauty Dish Profoto e Deep Umbrella XL.

Buona visione!

P.s.: Grazie ai miei “modelli”. In parte familiari (Federica è la mia compagna), e in parte prese da lavori scattati nelle scorse settimane tra l’Italia e la Svizzera.

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Fast test of the new Fujifilm XF16mm f1.4 R WR – English version

(Versione italiana qui)
As the Fuji ambassador (or X-Photographer, if you prefer), Fuji Italy chose me to carry out a short test for a sample of the pre-production of the new Fuji 16mm fl.4 with particularly interesting lenses because it fills a gap of what is missing in the average lens kit: that of a very bright wide angle.

16mm f1.4_MDM_DSCF2841_150415

For clarity, it is necessary to indicate that before arriving on the market and passing the test phases, the lenses follow three steps:

  • 1 –  Pre-production (often the lens is not final and still has room for improvement)
  • 2 – Editor Edition (the lens is almost final, these series are often assigned to the reviews’ tests)
  • 3 – Final Specimen

So we’ll leave it at saying that my lens was a bit of a “Pre-production”, thus it is still to be improved upon.

16mm f1.4_MDM_DSCF2844_150415

16mm f1.4_MDM_DSCF2845_150415

The 16mm fl. 4 is a solid lens like the whole XF series. In terms of size, it is pretty close to the 56mm f1.2 as seen in the photo below. It differs from this in the diameter of the filters (67mm versus 62) , for the length and by the fact of it being tropicalized.

16mm f1.4_MDM_DSCF2847_150415

I tested the 16mm in a situation where the electronic shutter of the X – T1 was helpful because I shot in full sun to 1/32000 of a second: some shots would have been impossible with the normal shooting shutter at f1.4.

16mm f1.4_MDM_DSCF3646_100415ISO 200 f1.4 1/32000

As we see, the bokeh is very soft thanks to 9 aperture blades.
At f1.4, there is a slight chromatic aberration in the corners but closing of a stop is reduced greatly (for better viewing, you can download the SOOC jpegs in high definition and without any changes here). 

16mm f1.4_MDM_DSCF3618_100415 ISO 200 f1.4 1/5400

 

Compared to the ” brothers ” 10-24 f4 (stabilized) and 14 f2.8, obviously bokeh is softer, having the advantage of being able to work with an opening by two to three stops more.

16mm f1.4_MDM_DSCF3604_100415 ISO 200 f1.4 1/20000

This advantage in terms of bokeh is known for the conformation of the wide-angle lense, especially when the subject is fairly close. Even in shots like the one that follows, however, with the subject more than a meter and a half away, the subjects in the background are out of focus (see magnification 100 %, below)

16mm f1.4_MDM_DSCF3599_100415 ISO 200 f1.4 1/11000

 

100pc 100% dell’immagine precedente

 The 16mm WR is dedicated to those who love the bright and wide angles of quality and it certainly will be a good ally for those who, like me, often find themselves fighting with problems of light, especially for weddings. Meanwhile tropicalization ensures that you can stay calm in situations where you have to “bring home work ” or, more simply put, you want to go out to shoot without worries if in case it rains. If you missed my “rain test” of the X – T1 with 18-135, you can see it here.

Given that some people like to do street photography with wide-angle lenses, this lens will certainly make your mouth water; also due to the opportunity to shoot in low light without problems related to being blurry.

16mm f1.4_MDM_DSCF3632_100415  ISO 200 f1.4 1/18000

16mm f1.4_MDM_DSCF3629_100415  ISO 200 f1.4 1/32000

16mm f1.4_MDM_DSCF3596_100415  ISO 200 f1.4 1/23000

Since I happened to try the 16mm also during a session in a skate park, here it is in a situation where, as a rule, no one pushed a wide angle: an environmental portrait. I think the quality is absolutely excellent even for professional use.

Skater_MDM_DSCF3570_080415

If you want to keep updated on other tests and trials of photographic material (there are very interesting things coming soon), click on the bottom right and subscribe. Obviously I await you on Facebook too. See you soon!

Max

 

Prova del nuovo Fujifilm XF16mm f1.4 R WR – Versione italiana

(English readers look here)

Come ambassador Fuji (o X-Photographer, se preferite), Fuji Italia mi ha scelto per effettuare un breve test per un esemplare di preproduzione del nuovo Fuji 16mm f1.4, ottica particolarmente interessante perché va a colmare una mancanza nel corredo di ottiche Fuji: quella di un grandangolo molto luminoso.

16mm f1.4_MDM_DSCF2841_150415

Per chiarezza bisogna indicare che le ottiche, prima di arrivare sul mercato e superate le fasi di test, seguono tre step:

  • 1 –  Preproduzione (spesso l’ottica non è definitiva ed ha ancora spazi di miglioramento)
  • 2 – Editor edition (l’ottica è quasi definitiva, queste serie sono destinate spesso ai test delle riviste)
  • 3 – Esemplari definitivi

Quindi partiamo col dire che la mia ottica era un “preproduzione”, quindi ancora passibile di miglioramenti.

16mm f1.4_MDM_DSCF2844_150415

16mm f1.4_MDM_DSCF2845_150415

Il 16mm f1.4 è un’ottica solida, come tutta la serie XF. Come dimensioni si avvicina parecchio al 56mm f1.2, come si vede nella foto che segue. Si differenzia da questo nel diametro dei filtri (67mm contro 62), per la lunghezza, e per il fatto di essere tropicalizzata.

16mm f1.4_MDM_DSCF2847_150415

Ho messo alla prova il 16 in una situazione in cui l’otturatore elettronico della X-T1 è stato utile, perché ho scattato in pieno sole a 1/32000 di secondo: alcuni scatti sarebbero stati impossibili con l’otturatore normale scattando a f1.4.

16mm f1.4_MDM_DSCF3646_100415ISO 200 f1.4 1/32000

Come si vede, il bokeh è molto morbido, grazie alle 9 lamelle del diaframma.

A f1.4 si nota una leggera aberrazione cromatica sugli angoli, ma chiudendo di uno stop si riduce moltissimo (per una migliore visualizzazione potrete scaricare i jpeg in massima definizione e senza alcuna modifica da qui).

16mm f1.4_MDM_DSCF3618_100415 ISO 200 f1.4 1/5400

 

Confrontandolo coi “fratelli” 10-24 f4 (stabilizzato) e 14 f2.8 ovviamente lo sfocato è più morbido, avendo il vantaggio di poter lavorare con un’apertura da due a tre stop inferiore.

16mm f1.4_MDM_DSCF3604_100415 ISO 200 f1.4 1/20000

Questo vantaggio in termini di bokeh si nota, per la conformazione delle ottiche grandangolari, soprattutto quando il soggetto è piuttosto vicino. Anche in scatti come quello che segue, però, col soggetto a oltre un metro e mezzo,  i soggetti sullo sfondo sono fuori fuoco (vedi ingrandimento 100% sotto allo scatto).

16mm f1.4_MDM_DSCF3599_100415 ISO 200 f1.4 1/11000

 

100pc 100% dell’immagine precedente

 Il 16mm WR è dedicato a chi ama i grandangoli luminosi e di qualità e di certo potrà essere un ottimo alleato per chi, come me, spesso si trova a combattere con problemi di luce, soprattutto nei matrimoni. La tropicalizzazione, dal canto suo, garantisce di poter star tranquilli in situazioni in cui sia necessario “portare a casa il lavoro” o, più semplicemente, si voglia poter uscire a scattare senza patemi, qualora dovesse piovere. Se qualcuno si fosse perso il mio “rain test” della X-T1 col 18-135, potrà rivederlo da qui.

Visto che ad alcuni piace fare street photography con ottiche grandangolari, di certo quest’ottica potrà ingolosire, anche per l’opportunità di poter scattare con luce scarsa senza problemi legati al mosso.

16mm f1.4_MDM_DSCF3632_100415  ISO 200 f1.4 1/18000

16mm f1.4_MDM_DSCF3629_100415  ISO 200 f1.4 1/32000

16mm f1.4_MDM_DSCF3596_100415  ISO 200 f1.4 1/23000

Visto che mi è capitato di provare il 16mm anche durante una sessione in uno skate park, eccolo in una situazione in cui, di norma, non si una un grandangolare spinto: un ritratto ambientato. Credo che la qualità sia assolutamente ottima anche per un uso professionale.

Skater_MDM_DSCF3570_080415

Se volete rimanere aggiornati su altri test e prove di materiale fotografico (ci sono cose molto interessanti in arrivo a breve), cliccate in basso a destra ed iscrivetevi. Ovviamente vi aspetto anche su Facebook. A presto.

Max

 

Profoto B2 – English Review.

Thanks to the friends of online magazine Osservatorio Digitale with whom I begin collaborating from this month and to Grange, the Italian importer of Profoto. I had the chance to try a new flash which follows the glories of the marvellous B1 and promises to repeat its success. Find the link to the video test here.

The new Profoto B2 which I tested for a few hours in a “Location Kit” consists of two flash heads, one generator/controller AIR TTL, two cables, a mains and car battery recharger, and a carrying bag; it is not completely cable-free like the B1 but it is lighter (the generator weighs a little more than a 3.5 pounds). The big advantage is being able to use up to two flash heads with one generator. Another advantage is to consider that on location, especially outdoors, it is often necessary to fill the shadows with two lights and not just with one.

For this fast test I used my trusty Fujifilm X100T that manages to synchronise the flash in HighSpeedSync until 1/4000. I avoided shooting according to the usual model in the studio. Instead, I wanted to test the Profoto B2 in a “dirty” environment: outdoors, with two members of an Italian Hip-Hop crew called 33giri.

The Profoto B2s are controllable using Nikon and Canon with an AIR-TTL trigger which allows you to change the power and mode remotely (manual/ttl). With my Fuji, not being able to work in TTL, I relied on an infrared transmitter that I came to know of thanks to the great colleague, friend and X-Photographer like me, Zack Arias . This optical trigger called the Wein Sync-Link allows you to work with all flashes in slave mode provided that the machine and generator see each other.

The shots were performed with the two Profoto B2 heads, an Octabox Profoto and a 70cm umbrella, except for a few shots with very radiant light, made ​​without any modifier. As you will see, thanks to the built-in reflector, the light is never very hard even when working without umbrellas or softboxes. The power of 250W divided between the two flash allowed me to shoot the sky with backlighting underexposed and wind up the power of the sunset even more.

All the shots you see below have undergone minimal post-production: I deliberately left some elements like the crane in the background that I would have been able to  photoshop. The sunset is so saturated because I shot “overpowering the sun” or with the flash power exceeding that of the sun and exposing the subject correctly while the background is underexposed. This spring I will present a class to explain how to shoot with this mode and other modes related to the use of the flash. If you want to stay up to date, follow me on Facebook .

The portraits with smoke were performed with the Octabox on the left side and with grids and some barn-doors, flags, to concentrate the flash made blue with a colour filter placed only on the smoke so as to avoid potential flare on the lenses.

The Profoto B2 is a system that will give great satisfaction both to those who will use it in the studio (there are pilot lamps) but especially to those who will use it on location therefore outdoors (a B2 counts as three or four speedlights used together). Users of Nikon and Canon can buy the AIR-TTL remote control and work in a more simple way, even mounting the B2 on-camera . I hate the use of any on-camera flash, but not all are of the same opinion  🙂

A tip for those who decide to use two heads: it is worth buying at least one extension cord of three meters in order to comfortably position the flash heads.

I hope Profoto implements the TTL also for users of the Fuji cameras, like me, and that in the next firmware there may be the possibility, as on the B1, of partializing the power of the pilot lamps in proportion to the power of flash, which is currently not possible.

In short , the B2 has great potential: you can llok at the technical data here: http://profoto.com/offcameraflash/the-products/b2/

I leave you to my very short VideoTest and below the images taken. Enjoy!

 

Profoto B2 – Test in anteprima.

English readers, look at my english review here. You can also watch my english video review.

Grazie agli amici di Osservatorio Digitale, rivista on-line con cui da questo mese inizio a collaborare, e a Grange, l’importatore italiano di Profoto, ho avuto modo di provare un nuovo flash, che segue i fasti del meraviglioso B1 e promette di ripeterne il successo, seppure si posizioni diversamente. Trovate il link al video-test qui.

Il nuovo Profoto B2, che ho provato per un paio d’ore in versione “Location Kit”, composta da due teste flash, un generatore/controller AIR TTL, due cavi, un caricabatteria da rete e uno da auto, e una borsa per il trasporto; non è completamente “cable free” come il B1, ma è più leggero (il generatore pesa poco più di un chilo e mezzo). Il grosso vantaggio però è quello di poter utilizzare, con un solo generatore, fino a due teste. Vantaggio non da poco, considerando che in location, soprattutto all’aperto, spesso serve riempire le ombre con due luci e non con una sola.

Per questo fast test ho utilizzato la mia fedele Fujifilm X100T, che riesce a sincronizzare il lampo in HighSpeedSync fino a 1/4000. Ho evitato di scattare alla “solita” modella in studio, ma ho voluto mettere alla prova il Profoto B2 in una situazione “sporca”: all’aperto, con due componenti di una crew Hip-Hop italiana che si chiama 33Giri.

I Profoto B2 sono controllabili, usando Nikon e Canon, con un trigger AIR-TTL, che consente di modificare le potenze e la modalità da remoto (manuale/ttl). Con la mia Fuji, non potendo lavorare in TTL, mi sono affidato ad un trasmettitore infrarosso che ho conosciuto grazie al grande collega, amico e X-Photographer come me, Zack Arias. Questo trigger ottico, il Wein Sync-Link consente di lavorare con tutti i flash in modalità slave, a patto che macchina e generatore si vedano.

Gli scatti sono stati eseguiti con le due teste Profoto B2, un Octabox Profoto e un ombrello di 70cm, tranne alcuni scatti con luce molto radente, fatti senza alcun modificatore. Come vedrete, la luce, grazie al riflettore incorporato, non è mai durissima, anche lavorando senza ombrelli o softbox. La potenza di 250W che si può usare concentrata in un solo flash, o divisa tra i due, mi ha consentito di scattare in controluce sottoesponendo il cielo e caricando ancora di più la potenza del tramonto.

Tutti gli scatti che vedete qui sotto hanno subito una postproduzione minima: ho lasciato volontariamente anche alcuni elementi, come la gru sullo sfondo, che avrei potuto “timbroclonare”. Il tramonto risulta così saturo perché ho scattato, come dicono gli amici di lingua inglese, “owerpowering the sun”, ossia superando, con la potenza del flash, quella del sole ed esponendo correttamente il soggetto, mentre lo sfondo è sottoesposto. Questa primavera terrò un corso per spiegare come scattare con questa modalità e con altre legate all’uso del flash: se volete rimanere aggiornati, seguitemi su Facebook.
I ritratti col fumo sono stati eseguiti con l’Octabox sul lato sinistro e con delle griglie e delle barn-door, delle bandiere, a concentrare il flash, azzurrato con una gelatina, solo sul fumo, evitando potenziali flare sulle lenti.

Il Profoto B2 è un sistema che potrà dare grandi soddisfazioni sia a chi lo utilizzerà in studio (ci sono delle lampade pilota) ma soprattutto a chi lo utilizzerà in location, quindi all’aperto (un B2 vale come tre o quattro speedlight utilizzati insieme). Gli utilizzatori di Nikon e Canon possono acquistare il controllo remoto AIR-TTL e lavorare in maniera più semplice, anche montando il B2 on-camera. Io aborro l’utilizzo on-camera di ogni flash, ma non tutti la pensiamo allo stesso modo 🙂

Un consiglio per chi decidesse di utilizzare due teste: vale la pena acquistare almeno un cavo di prolunga di tre metri, così da poter posizionare comodamente le teste flash.
Spero che Profoto implementi il TTL anche per gli utilizzatori, come me, delle macchine Fuji, e che in un prossimo firmware ci sia la possibilità, come sul B1, di parzializzare la potenza delle lampade pilota in maniera proporzionale alla potenza del lampo, cosa che al momento non è possibile.

Insomma, il B2 ha grosse potenzialità: potete scaricare la brochure in italiano qui, oppure visitare il sito di Profoto Italia.

Vi lascio al mio brevissimo videotest (magari guardatelo in HD e a schermo pieno) e, sotto, le immagini scattate. Buona visione!

Aggiornare una Fuji a due anni di distanza, ossia: il marketing basato sulla fidelizzazione. Lo stai facendo bene :-)

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Come dicevo ad una persona durante il Fuji Day a Firenze alcuni giorni fa, Fujifilm da tempo ha deciso di lavorare sui suoi Clienti in un’ottica di fidelizzazione sul lungo periodo. Naturalmente, come ogni azienda, hanno dei rilasci di nuovi prodotti ogni sei mesi, (oggi rilasciano, ad esempio, dei nuovi tubi di prolunga Macro) ma non si dimentica dei Clienti del passato. Proprio oggi segnalano che il 18 Dicembre 2014 verranno rilasciati dei nuovi firmware per migliorare l’operatività e le funzionalità degli ultimi modelli X-T1/X-T1 Graphite Silver Edition ma anche delle “vecchie” X-E2/X-Pro1/X-E2. Ricordo che la X-Pro1 venne presentata due anni e mezzo fa e la X-E1 (che è una macchina degnissima, e oggi ha un prezzo irrisorio), giusto due anni fa. Due anni in questo campo sono un tempo enormemente lungo… La scelta, a mio parere, paga, perché un Cliente sa che il prodotto che sta acquistando, se tutto continua così, manterrà comunque la possibilità di rimanere valido per alcuni anni, prima di diventare obsoleto.

Vediamo, in sintesi massima, le novità introdotte da questi aggiornamenti:

  • X-T1
    • Aumento della velocità dell’otturatore elettronico fino a un massimo di 1/32000sec.
    • La modalità di simulazione pellicola “Classic Chrome”
    • Funzione “Natural Live View”
    • Controllo colore EVF/LCD
    • Selezione diretta dell’area AF
    • Pulsante di sblocco AE-L/AF-L
    • Area di messa a fuoco variabile durante la messa a fuoco manuale (MF)
    • Selezione diretta della modalità Macro
    • Q – Personalizzazione del Menu
    • Nuovi frame rate video (50P/25P/24P)
    • Regolazione esposizione manuale in modalità video
    • Supporto dell’AF a rilevamento di fase per “Instant AF”
    • Unione delle aree di misurazione esposimetrica e messa a fuoco
    • Abbassamento dei tempi di scatto minimi in modalità Program
    • Nell’impostazione “Function” sono aggiunte “Flash compensation” (compensazione flash), “Shutter type” (tipologia otturatore), “Preview Pic. Effect” (anteprima effetto immagine), “Preview EXP./WB in Manual mode” (anteprima esposizione/bilanciamento del bianco in modalità manuale) e “Lock” (blocco)
    • Stampe con “Instax Printer”
    • Funzione “Lock” per prevenire di modificare impostazioni involontariamente
    • Tre personalizzazioni del bilanciamento del bianco
    • In modalità esposizione manuale, espansione del tipo di visualizzazione dell’EVF/LCD
    • AF+MF. Ora si può passare dal fuoco automatico a quello manuale, semplicemente ruotando la ghiera di messa a fuoco
    • Supporto del tethering (collegamento al PC). Per ora solo su piattaforme PC e non MAC e con un software opzionale (speriamo lo aprano a breve su MAC e alle piattaforme standard, altrimenti rimane limitante -ed irritante- per chi, come me, tiene corsi e workshop).
  • X-E2
    • Nuova simulazione pellicola “Classic Chrome”
    • Introduzione del Time Lapse
    • Scatto remoto wireless da smartphone e tablet
    • AF+MF. Ora si può passare dal fuoco automatico a quello manuale, semplicemente ruotando la ghiera di messa a fuoco
  • X-E1 e X-Pro1
  • AF+MF. Ora si può passare dal fuoco automatico a quello manuale, semplicemente ruotando la ghiera di messa a fuoco

Aspettiamo il 18 dicembre per mettere alla prova queste novità. Intanto, se volete approfondire l’argomento, potete scaricare i comunicati stampa Fujifilm relativi a queste ultime novità cliccando qui.

©Gianluca Colla

Foto ©Gianluca Colla

Il primo matrimonio al mondo (o quasi) scattato con una Fuji X100T

(English text coming soon)
A febbraio di quest’anno salimmo insieme a JC Crafford sul podio del primo matrimonio al mondo scattato con una Fuji X-T1.

Questa volta sono sicuro di essere il primo in Italia, ma Kevin Mullins ha usato una X100T di preproduzione tempo fa per testarla e quindi di questo secondo primato non sono certo 🙂

Ad ogni modo, la cosa più importante, per me, è che dopo un anno ho rimesso le mani su una X100. Avevo lasciato la mia per sostituirla con un 27mm pancake da usare sulla X-E2. Ma ieri, dopo averla ripresa in mano, è stato di nuovo amore.

Non avendo tempo, non ho utilizzato il telemetro, a parte qualche prova, ma l’EVF è chiaro e contrastato. Non grande come quello della X-T1, ma di certo migliore della mia X100 “liscia”. La macchina è reattiva e veloce e, ancora più della X100, silenziosa. Non “abbastanza” silenziosa: completamente silenziosa. Chi non l’ha mai provata deve assolutamente farlo, per rendersene conto. Eventualmente approfittate dei Fuji XDays di Roma, l’8 e il 9 Novembre. Vi aspetterò lì. Bello anche ritrovare il sincro-flash su tutti i tempi, così da poter sottoesporre a volontà lo sfondo, come nell’ultimo scatto.
Intanto vi lascio con degli scatti SOOC in jpeg (ossia, come sono usciti, eccoli) del matrimonio di Laura e Marco, che abitano a Dubai ma sono tornati a sposarsi insieme ai propri amici a Santa Maria Hoè, in Brianza.
Per vedere altri scatti, guardate il video in HD su Youtube.
Tutte le foto sono © Max De Martino. Nessuna riproduzione è autorizzata.

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